la fungibilità di bitcoin

Cos’è la fungibilità di Bitcoin

Prima di iniziare a valutare il modo più “semplice” per acquistare bitcoin, dovremmo iniziare a parlare e ad analizzare cos’è la fungibilità di Bitcoin. La fungibilità è quella proprietà che hanno i beni le cui unità sono intercambiabili tra loro.

In parole semplici un bene, si dice “fungibile”, se ogni unità di quel bene è perfettamente intercambiabile con un’altra. E’ una condizione ideale in molti beni, ma nel denaro essa è essenziale. Se il denaro perde la fungibilità, allora una sua unità avrà un valore diverso da un’altra. Per esempio, l’euro è un bene fungibile, in quanto una banconota da 20€ è perfettamente intercambiabile con una qualsiasi altra banconota da 20€.

Questo articolo introduttivo ci servirà a spiegare brevemente la differenza tra un bitcoin fungibile e uno potenzialmente non fungibile, per i motivi che andremo a vedere.

Ti chiedo di fare uno sforzo e capire bene quello che andremo a trattare, starà a te trarre le tue conclusioni.

Al termine della lettura di questo articolo, ti chiedo di rispondere a questa semplice domanda, “Un bitcoin anonimo può essere considerato uguale ad uno legato ad un’identità?”.


Questo articolo ha lo scopo di essere il più obiettivo possibile, dando varie visioni e lasciando a te l’onere di pensare con la tua testa e trarre le tue conclusioni.

Bitcoin è fungibile lato privacy?

Ciò che valuteremo sarà l’associazione fungibilità-identità, per quel che riguarda la privacy. La fungibilità di bitcoin può essere associata a diversi argomenti e per ognuno di essi può essere fatto un discorso separato. Escludendo il banale “prezzo” (argomento che non tratteremo) possiamo dire che attualmente Bitcoin è non fungibile o parzialmente fungibile. Questa conclusione deriva dall’analisi dei metodi e delle facilitazioni dovute ad un acquisto effettuato in modo superficiale o incurante delle pratiche KYC.

E’ importante capire che, prima di impegnarsi nella conservazione sicura di bitcoin, è necessario acquistare ed utilizzare Bitcoin, nel modo corretto.

Il KYCKnow Your Customer– è quell’insieme di pratiche, (insieme all’AML) effettuate dagli Exchange, atte ad effettuare una verifica completa dell’identità dell’acquirente. In parole semplici il KYC cambia la fungibilità di bitcoin stesso. Un bitcoin legato ad una identità fisica –potenzialmente– non sarà egualmente scambiabile con uno acquistato in modo confidenziale, spiegheremo in modo semplice il perché.

In molti valutano il KYC come un “non problema” ed effettivamente hanno ragione, il KYC è un problema non intrinseco del protocollo Bitcoin.
Il protocollo, non ha mai richiesto di legare un indirizzo del portafogli ad un’identità, esiste appunto la possibilità di generare un indirizzo differente ogni volta che si depositano o ricevono dei bitcoin (funzione di default per la maggior parte dei wallet), sfruttando lo pseudo-anonimato. Bitcoin, per via del suo funzionamento, non è anonimo, è completamente trasparente e questo concetto (lato privacy) potrebbe essere un potenziale problema. La blockchain (o anche TimeChain) deve mantenere i dati trasparenti, immutabili e perenni; la tua transazione di 2 anni fa, sarà per sempre online e visibile da chiunque in qualsiasi momento, anche tra 50 anni e più.

Il KYC è rischioso per la privacy?

Le pratiche KYC o AML non sono di per sé negative, non c’è nulla di intrinsecamente errato nel conoscere il cliente a cui si vende, ciò che le rende “potenzialmente rischiose” è tutto ciò che ne deriva.
La cessione e la conservazione in modi più o meno sicuri da parte di terzi (Exchange) delle nostre informazioni riservate: identità, residenza, dati finanziari, può portare a possibili rischi futuri.
Nessuno potrà mai garantire che una pratica perfettamente legale oggi, non diventi illegale in futuro e quindi perseguibile in un qualsiasi paese del mondo, il concetto di legalità è legato al contesto geopolitico e temporale. In una casistica standard l’utente digita “acquistare bitcoin” su google e procede con uno dei primi risultati in cui verrà indirizzato a uno dei più famosi ed utilizzati exchange. L’enormità di informazioni che si stanno cedendo sono sconosciute ai più, esse partono da informazioni circa il dispositivo usato (IP, dispositivo utilizzato, browser, ecc), a tutti i metodi di tracciamento dei siti web (cookies dei siti web e traccianti vari) per poi continuare nella registrazione dell’account presso la piattaforma di riferimento, alla cessione dei documenti di identità e di quelli finanziari e di residenza, fino ai metodi di acquisto (Iban o dati della carta di credito). La privacy e la protezione dal KYC in senso lato parte già dalla ricerca. E’ preferibile utilizzare metodi più sicuri come l’utilizzo di Tor o di browser orientati alla privacy (come Brave Browser) ed utilizzare piattaforme di acquisto se possibile, che non richiedono KYC o almeno un KYC Light.
Non c’è nulla di illegale nel comprare bitcoin, quindi non mi preoccupo del KYC”: Tutto ciò ha perfettamente senso, fino a quando lo status-quo resta quello attuale. In un futuro ipotetico nessuno potrà garantire che l’acquisto di bitcoin non diventi illegale, o peggio che i nostri documenti personali ceduti all’exchange, non vengano coinvolti in un leak e finiscano nel darkweb alla mercé di chiunque. Quando si cedono i dati personali a un soggetto terzo, ci si sta fidando che li conservi a dovere, e purtroppo non sono pochi i casi storici di leak ad exchange o fornitori di servizi correlati a bitcoin, in cui gli utenti si sono ritrovati coinvolti in pratiche di phishing o minacce via e-mail.

email di minaccia ricevuta con i miei dati personali, in seguito alla compromissione di un database

Capire la fungibilità di bitcoin

Questo è il punto in cui, per capire a grandi linee come funziona la fungibilità di bitcoin, bisogna fare un piccolo sforzo di immaginazione. Il modo migliore per spiegare un concetto è semplificarlo al punto tale da essere compreso da chiunque. Immaginiamo un banale insieme di UTXO (unspent transaction output, sono la rappresentazione delle banconote/in bitcoin, ricevute da transazioni precedenti, che sono all’interno del wallet, per una spiegazione più chiara ti invito a leggere questo articolo).

Dal punto di vista del protocollo Bitcoin, tutti gli UTXO sono uguali e indistinguibili tra loro. Immaginiamo che alla registrazione su un exchange con KYC “qualcuno” applichi un’etichetta agli UTXO (bitcoin/satoshi) acquistati. Mario acquista alcuni satoshi e decide di spostarli sul suo wallet personale (un indirizzo esterno, magari nel suo Ledger Nano X).

Dal punto di vista dell’exchange, o da un ente che possa richiedere all’exchange stesso l’elenco dei clienti e lo storico degli acquisti, l’UTXO di Mario e quindi i suoi bitcoin saranno facilmente riconducibili alla sua identità. Questo perché l’exchange, ha registrato l’acquisto di Mario e il prelievo effettuato verso il suo indirizzo del wallet personale, per cui quei bitcoin, saranno riconducibili all’identità di Mario e tracciabili grazie proprio alla blockchain, su tutte le movimentazioni future che avverranno verso altri wallet, in quanto ricordiamo che la blockchain è trasparente e consultabile da tutti in qualsiasi momento.
Immaginiamo ora che Mario è preoccupato per la situazione e la sua privacy, cosa può fare? Decide di effettuare un coinjoin (sarà spiegato nel dettaglio in un altro articolo) per sfruttare le potenzialità del protocollo e “mischiare” il suo UTXO con altri e renderlo irriconoscibile.

Dopo un coinjoin, gli UTXO sono di nuovo indistinguibili, questo perché è impossibile determinare con esattezza a quale input appartiene quale output. Non potendo effettuare una correlazione certa non è possibile stabilire quale “strada” percorrerà l’UTXO di Mario. Questa procedura aiuta sicuramente ad aumentare la privacy dei bitcoin di Mario, ma non elimina la traccia più importante: Mario ha acquistato alcuni bitcoin/satoshi sull’exchange X, questo è un dato certo e le prove sono detenute dall’exchange stesso.

E’ importante capire che la pratica del coinjoin ed altre aiutano a “disfarsi” dell’etichetta applicata all’UTXO, ma non può nulla contro i dati che Mario ha fornito all’Exchange. Mario ha comunque lasciato delle tracce indelebili del suo acquisto e non sarà difficile dimostrare che al giorno X ha acquistato per un controvalore di Y. Un acquisto incauto porta a conseguenze che non si immaginano nell’immediato, ecco perché l’acquisto di bitcoin è il punto più importante se la privacy per voi è un punto fondamentale.
Il discorso vale anche in modo inverso, ovvero se acquistato in modo riservato, si porta un determinato UTXO su un qualsiasi Exchange, che richieda una verifica dell’identità; quello specifico UTXO verrà di nuovo etichettato e reso “de-anonimizzato”.
Gli exchange, diciamolo chiaramente, sono molto comodi ed offrono sicuramente commissioni nettamente più vantaggiose rispetto ad altri servizi di acquisto che tutelano la privacy come Bisq, in cambio di questo “sconto” chiedono però una cessione massiva di informazioni e dati riservati. E’ molto importante valutare i pro e contro di questa cosa, scegliendo quella più adatta alle proprie necessità attuali e future.

Acquistare bitcoin con maggiore privacy

Il KYC lega un’identità ad un indirizzo o ad una transazione finanziaria e, per i problemi e rischi descritti sopra, cambia la fungibilità di bitcoin.
A questo punto proviamo ad analizzare i benefici di acquistare bitcoin senza KYC.
Le tipologie di acquisto che non richiedono KYC sono varie e tutte perfettamente legali, alcune molto semplici da utilizzare e altre un pò più complesse. Se si rispettano i requisiti legislativi a disposizione, non è in nessun caso illegale acquistare bitcoin con metodi kyc-light o non kyc.

Uno dei metodi più consigliati a livello di facilità di utilizzo e di user experience è sicuramente Relai, che offre un metodo di acquisto di KYC Light. Se invece si predilige l’acquisto di bitcoin in modo completamente anonimo, senza KYC ma perfettamente legale, Bisq è la scelta più indicata.

Acquistare bitcoin con KYC Light

L’analisi approfondita di alcuni esempi di acquisto “light” o “anonimo” verrà fatta in articoli separati, in questo cercheremo solo di elencare le possibilità esistenti.

Uno dei metodi più semplici per far incontrare la facilità di utilizzo e la privacy degli utenti è un metodo che possiamo chiamare KYC Light. Generalmente il KYC non potrà mai essere completamente evitato (tranne nel caso in cui non ci si rivolga ad una azienda ma ad un privato o ad un servizio p2p in cui non è coinvolta una azienda nella vendita) ma potrà essere “mitigato”. Ogni volta (nel 99% dei casi) in cui il pagamento parte da un conto corrente, il controllo dell’identità è già stato fatto lato banca (in questo caso le informazioni personali sull’utente sono già verificate dal suo istituto bancario ed eventualmente fornite, in caso di controlli di un qualsiasi ente autorizzato a farlo)

Tutti i metodi sopra elencati, non richiedono l’invio di documenti di identità alla piattaforma (tranne nel caso si voglia attivare determinati profili utente specifici per o per acquisti di somme consistenti) e prevedono una verifica parziale ma completamente legale del mittente del denaro. I metodi più popolari sono la firma di un messaggio o la verifica di una email o Iban. Acquisti effettuati tramite servizi come, bitkipi o BitcoinVoucherBot richiedono solo la conferma di una email e/o di un iban, mentre metodi come Relai richiedono la firma di un messaggio sull’indirizzo bitcoin di prelievo tramite il proprio wallet.

BitcoinVoucherBot inoltre, offre la possibilità di acquistare Bitcoin direttamente su Lightning Network e inviare gli stessi su un nodo bitcoin personale o su un wallet dedicato (come Moon, BlueWallet, Breeze). Per i paranoici della privacy, interesserà sapere che acquistando bitcoin su Lightning Network, e inviandoli al proprio nodo Lightning sotto rete Tor, i dati “ceduti” a livello informatico, sono praticamente minimi (solamente exit node Tor e user agent del dispositivo, per chi è più esperto), nulla che possa compromettere la privacy dell’utente.

Per una persona alle prime esperienze sconsiglio l’utilizzo piattaforme come Bisq, non per difficoltà intrinseca, ma per una questione di step. Prima di addentrarsi nell’utilizzo di piattaforme p2p è meglio muovere i primi passi con servizi semplici come bitkipi, relai o BitcoinVoucherBot.
Una volta avuta un pò di dimestichezza sarà piacevole anche l’utilizzo di Bisq o HodlHodl che restano a tutti gli effetti ottimi metodi di acquisto.

Conclusioni – Bitcoin è fungibile?

Viste le premesse ora capisci il problema della fungibilità di bitcoin. Una moneta che è legata a doppio filo ad una identità reale non potrà mai essere considerata equale ad una Pseudonima. Bitcoin nasce da una anima Chyperpunk, dalla libertà di effettuare scambi senza intermediari e senza autorizzazioni terze, il KYC rende le monete “macchiate” da un’identità reale. La possibilità di conoscere l’identità del possessore di determinati bitcoin può porre in pericolo il possessore stesso, pericolo di essere censurato e/o espropriato da un terzo individuo. Anche se questo nel nostro contesto quotidiano può sembrarci assurdo, consideriamo che Bitcoin può essere utilizzato da tutti e in qualsiasi parte del mondo, anche in Paesi in cui la censura è purtroppo una realtà quotidiana.

Attualmente bitcoin può essere considerato fungibile lato privacy, nella misura in cui delle monete KYC possono essere liberamente scambiate 1:1 con altre monete KYC.
Intrinsecamente, la macchia dettata da un intermediario, può cambiare la natura e la desiderabilità di una moneta.

Una moneta KYC può diventare nuovamente fungibile? Si, certamente, utilizzando servizi e protocolli come Coinjoin o Joinmarket (argomenti trattati in altri articoli). L’utilizzo di pratiche perfettamente in linea col protocollo Bitcoin permette di eliminare i link che legano in maniera “certa” una persona specifica con un UTXO specifico. Come abbiamo visto sopra però questa pratica, è a tutti gli effetti una “transazione speciale di bitcoin“.
Questo articolo vuole affrontare l’argomento della fungibilità di bitcoin, illustrando le opzioni, i pericoli e i rischi e rendere disponibili informazioni di alternative utilizzabili, starà a te scegliere poi quelle più appropriate alle necessità, in base alle conoscenze acquisite ed esclusivamente sotto propria decisione.
La privacy e la conoscenza sono importanti, bitcoin significa anche essere responsabili del proprio valore e delle proprie decisioni.

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